{"id":24729,"date":"2026-05-20T11:18:56","date_gmt":"2026-05-20T10:18:56","guid":{"rendered":"https:\/\/iiclondra.esteri.it\/?p=24729"},"modified":"2026-05-20T12:20:28","modified_gmt":"2026-05-20T11:20:28","slug":"tangerinn-di-emanuela-anechoum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/iiclondra.esteri.it\/en\/news\/dall_istituto\/2026\/05\/tangerinn-di-emanuela-anechoum\/","title":{"rendered":"Tangerinn di Emanuela Anechoum. L&#8217;autrice in conversazione con Vincenzo Latronico"},"content":{"rendered":"<p>Cosa distingue un immigrato da un expat? Quali sono le differenze fondamentali tra chi sceglie di vivere lontano dalla terra natia e chi \u00e8 costretto a farlo per forza di circostanze? All\u2019Istituto Italiano di Cultura di Londra, diretto da Francesco Bongarr\u00e0, ne hanno parlato Emanuela Anechoum &#8211; la giovane scrittrice italiana autrice di <em>Tangerinn<\/em>, recentemente uscito nella traduzione inglese di Lucy Rand per Europa Editions &#8211; e Vincenzo Latronico, autore di\u00a0 <em>Le Perfezioni<\/em>. Lo scrittore si trova in questi giorni a Londra anche per lo European Writers Festival, anche grazie al sostegno dell\u2019Istituto Italiano di Cultura.<\/p>\n<p>\u201cMio padre \u00e8 marocchino, molto fiero delle sue origini e legato alla sua terra, ma \u2013 ha detto Emanuela Anechoum \u2013 ha sempre provato ad integrarsi al meglio nella sua patria di adozione, l\u2019Italia, e in particolare Reggio Calabria, da cui io provengo. E, per esempio, non ha mai cercato di impormi nulla della sua cultura. Dunque, io non sono musulmana n\u00e8 parlo arabo: un modo, per lui, di essere certo di non crerami alcun possibile problema di inserimento. D\u2019altronde io sono sempre stata una privilegiata, dal punto di vista dell\u2019immigrazione: sono bianca, ho studiato all\u2019universit\u00e0, lavoro nell\u2019editoria, i miei genitori mi hanno sempre supportata economicamente. Per questi motivi ho deciso che la storia di Mina, la protagonista di <em>Tangerinn<\/em>, non potevo raccontarla in prima persona, come avevo inizialmente pensato\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019appartenzenza ad un luogo, fare parte di una comunit\u00e0, parlare un linguaggio comune, condividere tradizioni e cultura sono tematiche condivise da Latronico, egli stesso per molti anni un expat a Berlino. \u201cAnch\u2019io del genere privilegiato \u2013 ha osservato \u2013 anche se ora sono molto felice di essere tornato in Italia\u201d, mentre la Anechoum &#8211; vive a Roma dopo una parentesi londinese che ha di fatto ispirato l\u2019ambientazione di <em>Tangerinn,<\/em> ed un\u2019altra a Milano &#8211; ha confessato di sentirsi diversa quando torna a casa, a Reggio Calabria: \u201cE\u2019 come se tornassi a 17 anni. Quando si torna a casa si torna anche a una dimensione che sembra essere rimasta immutata\u201d.<\/p>\n<p>E la letteratura italiana in traduzione? Qualcosa si muove? \u201cDalla Ferrante in poi \u2013 ha rimarcato la Anechoum \u2013 si pu\u00f2 facilmente osservare come alcuni autori non abbiamo frontiere n\u00e8 confini. E\u2019 incredibile sentire come i lettori cinesi, ad esempio, si identifichino con i personaggi di una Napoli anni \u201960. Certo, ci sono i confini creati dalle diverse lingue, ma la letteratura ha il potere di unirci\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Cosa distingue un immigrato da un expat? Quali sono le differenze fondamentali tra chi sceglie di vivere lontano dalla terra natia e chi \u00e8 costretto a farlo per forza di circostanze? 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