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LEONETTA CECCHI PIERACCINI (1882-1977) - EXTRACTS FROM HER NOTEBOOKS

Data:

01/12/2020


LEONETTA CECCHI PIERACCINI (1882-1977) - EXTRACTS FROM HER NOTEBOOKS

In the following weeks, we will publish some unedited extracts, in Italian, from the personal notebooks of painter Leonetta Cecchi Pieraccini. The student of one of the leading artists of the Macchiaioli group in Florence, Giovanni Fattori, Leonetta moved to Rome in 1910 when she married literary critic Emilio Cecchi. Emilio and Leonetta's house became a favourite haunt of some of the most famous intellectuals and artists of the time and it was there that Leonetta started keeping journals. The writings we will publish on our website are insightful descriptions of her and her husband’s friends and acquaintances - from the likes of Vincenzo Cardarelli and Cesare Pascarella to Alberto Moravia and Graham Greene. In the next few weeks, our readers will be able to enjoy the countless illuminating anecdotes and observations scattered through her notebooks, which she kept until 1971.

Texts and images are courtesy of Gabinetto Vieusseux-Archivio Contemporaneo 'A. Bonsanti' and Regione Toscana owner of the Fondo Emilio Cecchi.

Nelle settimane che seguono pubblicheremo alcuni estratti dai taccuini personali di Leonetta Cecchi Pieraccini. Pittrice nata nel 1882 a Poggibonsi ma trasferitasi da giovane con la famiglia a Firenze, ha studiato disegno all’Accademia di Belle Arti, allieva di Giovanni Fattori. Trasferitasi a Roma con il marito, il critico Emilio Cecchi, nel 1910 Leonetta iniziò l’abitudine, che mantenne per tutta la vita, di tenere un diario. È proprio da questi diari che sono estratti i testi che troverete sul nostro sito settimanalmente, preziosissimi scritti inediti dove Leonetta racconta episodi che riguardano i maggiori protagonisti del mondo dell’arte e della letteratura dell’epoca, tutti assidui frequentatori di casa Cecchi. Da Vincenzo Cardarelli e Cesare Pascarella a Alberto Moravia e Graham Greene, sono moltissimi gli aneddoti e le osservazioni che punteggiano i suoi diari, compilati fino al 1971.

I quaderni originali sono attualmente conservati presso l’Archivio contemporaneo ‘Alessandro Bonsanti’ del Gabinetto G.P. Vieusseux di Firenze, e una prima parte è stata pubblicata, a cura della bisnipote di Leonetta, Isabella d’Amico e con un’introduzione di Masolino d’Amico, col titolo Agendine 1911-1929 (Sellerio, 2015). Gli Estratti che troverete sul nostro sito riguardano sopratutto gli anni 1930 e ’40.

Ringraziamo il Gabinetto Vieusseux-Archivio Contemporaneo 'A. Bonsanti' e la Regione Toscana proprietaria del Fondo Emilio Cecchi per la gentile concessione dei testi e delle immagini.

Ungaretti

Nell’estratto che segue, un Ungaretti “infurentito” contro Benedetto Croce urla con gli editori e direttori della Fiera Letteraria riunitisi dal marito di Leonetta Emilio Cecchi.

Giovedì 25 luglio ‘46

Gli editori e direttori della Fiera Letteraria si riuniscono da Em[ilio Cecchi]. Decidono di abolire il comitato direttivo. Ungaretti, giunto in ritardo, entra nello studio di Em. e di lì a poco esplode in grida selvagge. Mi figuro sia sorta qualche quistione grave e dopo un poco, perdurando il clamore, mi affaccio timidamente alla porta. Tutti stanno tranquillamente seduti e pazientemente taciturni, mentre Ungaretti in piedi gesticola e urla infurentito. È in preda a un attacco di ira contro Croce. “Chi è questo signor Croce? che rappresenta? che vuole? gli uomini desiderano cose anche più pazze, anche più stupide, ma di queste (forse le idee politiche o filosofiche del Croce) non gliene importa più. E i liberali che fanno? non capiscono che non c’entrano, e che è tutta una questione fra Stalin e il Papa? sì, fra Stalin e il Papa, fra Stalin e il Papa, fra Stalin e il Papa…” La voce scandisce sempre più forte, come un martello la frase, e Em. mi fa cenno di chiudere i vetri, mentre risponde pacatamente a Ungaretti: “e vince il Papa”.

Intanto io ero venuta prendendo coscienza di aver sbagliato espressione guardando Ungaretti col viso atteggiato a riso. Vidi i suoi occhi incattiviti fissarmi con ostinazione. “Ora mi dà uno schiaffo” pensai; e attesi, procurando di assumere un’aria disinvolta. Chiusi la finestra, mossi una seggiola: gli occhi di Ungaretti continuavano a fissarmi severi e irritati; ma, come Dio volle, sopraggiunse un tale ad avvertire che c’era la macchina al portone. Mentre avveniva il congedo Angioletti trovò modo di informarmi che Ungaretti era stato a colazione da certi brasiliani e si era ubriacato. La moglie glielo aveva detto aggiungendo come commento: “erano dieci anni che non si ubriacava più”.

Informazioni

Data: Da Mar 1 Dic 2020 a Dom 6 Dic 2020

Organizzato da : ICI London

Ingresso : Libero


Luogo:

Online

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