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Stay safe! #3 - 20 marzo

Data:

20/03/2020


Stay safe! #3 - 20 marzo

Durante la chiusura al pubblico dell'Istituto, in questa pagina vi proponiamo testi e riflessioni di amici e scrittori, talvolta scritti per l'occasione, scelti ogni giorno per voi. Un modo di rimanere vicini, anche nella distanza. 

CE LA FAREMO

Noi che per mestiere lavoriamo con le parole, lo capiamo subito se qualcosa stona. E’ un po’ come i musicisti con una nota fuori posto. Spesso non si riesce subito ad individuare cosa di preciso ci crea quella sensazione. Ma sappiamo che è stonata. Da qualche giorno io provo una sensazione di fastidio quando mi imbatto in tre semplici parole: “Andrà tutto bene”.
Paradossalmente sono quelle che la gente ha scelto per diffondere ottimismo. Le vedo sui social, disegnate dai bambini segregati a casa, negli arcobaleni alle finestre, scritte a pennarello sul pannolino della prima neonata dell’era del Covid19.
Quel fastidio adesso ha preso corpo e ho capito perché.
Perché non andrà affatto bene per tutti quelli che hanno perso un nonno, un padre, una madre, un figlio, un marito. Spesso entrambi i genitori.
Non andrà bene per Bergamo e per Brescia, dove intere comunità vengono sterminate da questo nemico invisibile ma che riempie i camion dei militari di bare.
Non andrà bene per chi da questo incubo si risveglierà senza un lavoro e con la vita stravolta.
Non andrà bene per chi ha un’attività commerciale che ha dovuto chiudere e chissà se riuscirà a riaprirla.
Allora per favore cambiamo le tre parole. Facciamo che diventino altre tre: “Ce la faremo”. Non sta andando affatto bene, ma ce la faremo.
Perché di questo sono sicura. Ce la faremo perché gli italiani sono un grande popolo che di fronte alle difficoltà dà il meglio di sé. E perché le crisi tante volte sono catartiche, le necessità spazzano via incrostazioni e chiusure mentali.
Ce la faremo perché i nostri figli, dopo questa esperienza, saranno migliori. Meno egoisti. Più attenti. Più grati di quello che hanno e più consapevoli che tutto si può perdere in un momento. Che il benessere non è scontato. Che la morte, finora così lontana per loro, sterilizzata dietro il video di un film o di un gioco da consolle, appartiene alla vita degli umani.
Saranno consci che devono rimboccarsi le maniche e costruire qualcosa di migliore di quello che siamo riusciti a fare noi. E che la vita vissuta al meglio e non ne va sprecato neppure un goccio.

Caterina Soffici, scrittrice, vive tra Londra e l’Italia con il marito e due figli. Editorialista de "La Stampa" e collaboratrice del settimanale “Tuttolibri.” Il suo ultimo romanzo è "Nessuno può fermarmi” (Feltrinelli)

 
 

Informazioni

Data: Da Ven 20 Mar 2020 a Mer 25 Mar 2020

Ingresso : Libero


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