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Chi siamo

L’Istituto Italiano di Cultura di Londra, organismo ufficiale dello Stato italiano, ha l’obiettivo di promuovere e diffondere la lingua e la cultura italiana in Inghilterra e Galles  attraverso l’organizzazione di eventi culturali per favorire la circolazione delle idee, delle arti e delle scienze.

L’ Istituto, in particolare:

  • stabilisce contatti con istituzioni, enti e personalità del mondo culturale e scientifico del paese ospitante e favorisce le proposte e i progetti per la conoscenza della cultura e della realtà italiane o comunque finalizzate alla collaborazione culturale e scientifica.
  • fornisce la documentazione e l’informazione sulla vita culturale italiana e sulle relative istituzioni;
  • promuove iniziative, manifestazioni culturali e mostre;
  • sostiene iniziative per lo sviluppo culturale delle comunità italiane all’estero, per favorire sia la loro integrazione nel paese ospitante che il rapporto culturale con la patria d’origine;
  • assicura collaborazione a studiosi e studenti italiani nella loro attività di ricerca e di studio all’estero;
  • promuove e favorisce iniziative per la diffusione della lingua italiana all’estero, avvalendosi anche della collaborazione dei lettori d’italiano presso le università del paese ospitante, e delle università italiane che svolgono specifiche attività didattiche e scientifiche connesse con le finalità del presente articolo.

 

Scopri la mappa della cultura italiana nel mondo: italiana.esteri.it

 

Approfondimenti
  • Storia dell'Istituto

    Nel 1949 il Duca di Westminster concede al Duca Gallarati Scotti, Ambasciatore italiano, gli immobili siti in 39 Belgrave Square come sede dell'Istituto Italiano di Cultura.

    Dalla sua inaugurazione nel giugno 1950, si sono avvicendati alla direzione dell'Istituto il Conte Umberto Morra di Lavriano, Guido Calogero, Gabriele Baldini, Filippo Donini, Mario Montuori, Alessandro Vaciago, Francesco Villari, Benedetta Bini, Mario Fortunato, Pierluigi Barrotta, Carlo Presenti, Caterina Cardona, Marco Delogu e Katia Pizzi.

    L'Istituto, che si è distinto soprattutto nell'organizzazione di conferenze e concerti, è regolarmente frequentato da un pubblico di vario genere, sia britannico che italiano, nonchè da docenti, ricercatori e studenti universitari.

    L'Istituto ha frequentemente ospitato personalità di grande rilievo sia del mondo culturale italiano che di quello britannico. Basti citare, per fare un paio di esempi, che nel 1964 T. S. Eliot tenne una conferenza su Dante e nel 1986 Primo Levi parlò sul tema "From the Lab to the Writer's Desk". E tra coloro che hanno intessuto rapporti di collaborazione con l'Istituto si ricordano ancora Italo Calvino, Mario Soldati, Umberto Eco, Antonia S. Byatt, Piero Dorazio, Ian McEwan, Achille Perilli, Fabio Mauri, Carlo Maria Giulini, Fabrizio Gifuni, Luciano Berio, Claudio Baglioni, Luciana Serra, Howard Jacobson, Lisa Appignanesi, Paolo Sorrentino, Michelangelo Pistoletto, Zubin Mehta, Graziella Sciutti, Alberto Zedda, Marina Warner, Sylvano Bussotti, Nanni Moretti, Marco Paolini, Renata Scotto, Ruggero Raimondi, Jannis Kounellis, i fratelli Taviani, Jhumpa Lahiri, Francesco De Gregori, Ferruccio Soleri, Bernardo Bertolucci, Marina Abramovic, Sir Antonio Pappano, Fiorella Mannoia, Hanif Kureishi, Anish Kapoor e molti altri.