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Bridges | Luigi Ghirri Emerging Talent Award x Photoworks Festival 2026

Daniele-Cimaglia-and-Giuseppe-Odore-Lago-La-Dote-di-Latera-1600×1067

2 ottobre – 1° novembre 2026
Mer–Sab | 12:00–16:00 oppure su appuntamento

University of Brighton, Wilmot Gallery
Ground Floor – 154–155 Edward St, Kemptown, Brighton BN2 0JG

Scoprite le opere di cinque talenti emergenti selezionati da Photoworks nell’ambito dell’annuale Luigi Ghirri Emerging Talent Award, Italia, presentate nel corso del festival in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Londra.

Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore sono un duo artistico la cui ricerca fotografica esplora il rapporto tra memoria collettiva e immagini vernacolari. Il loro lavoro combina il coinvolgimento delle comunità con la sperimentazione in camera oscura e la riattivazione di materiali d’archivio, trasformando memorie private in narrazioni collettive attraverso cui affrontare questioni urgenti del presente.

Rosa Lacavalla, Still from The Crossing Ceremony

The Crossing Ceremony di Rosa Lacavalla è un’installazione di immagini in movimento che combina materiali d’archivio, d’epoca e contemporanei, dedicati ai rituali del passaggio della linea dell’Equatore, con suggestive immagini delle stelle. L’opera invita il pubblico a intraprendere un viaggio insieme a Re Nettuno, mitico custode degli oceani, mentre si prepara ad attraversare la linea dell’Equatore. Il progetto esplora il simbolismo legato al superamento di una soglia invisibile, intrecciandolo con l’inesorabile movimento del cielo notturno. The Crossing Ceremony di Rosa Lacavalla è esposto nella Room 101 Gallery presso la University of Brighton.

Serena Radicioli, Abandoned Car

Il lavoro di Serena Radicioli, Non sei più tornato, nasce da una vicenda personale. Nel 2012, suo padre è scomparso in uno scontro tra due gruppi criminali. L’artista non ha mai saputo quale fosse il vero lavoro del padre. Quando non fece ritorno a casa, molte domande rimasero senza risposta fino a quando, dieci anni più tardi, l’artista iniziò una ricerca per raccogliere testimonianze e ricostruire alcuni frammenti di quella storia. Il progetto combina archivi pubblici e familiari con fotografie realizzate dall’artista in risposta a una perdita rimasta irrisolta e indaga il ruolo della fotografia come strumento critico per ricostruire e attribuire un nuovo significato alle esperienze vissute.

Anie Maki, Milk Weight

La serie Milk, Weight, Gravity di Anie Maki ricostruisce una narrazione sfuggente incentrata sulla storia familiare e ancestrale. Il progetto fa riferimento a dinamiche psicologiche e legate alla salute mentale rimaste in silenzio per decenni e riemerse come fantasmi nella vita dell’artista. Come l’album di famiglia, l’opera è popolata da un intreccio caotico di voci, volti e storie non raccontate. Al centro della ricerca vi è la leggenda della depressione genetica nella famiglia. Attraverso un insieme di personaggi, connessioni e luoghi, l’artista ricostruisce il proprio albero genealogico in modo non lineare, condividendo riflessioni nate da un secolo di storie familiari. Le fotografie esplorano l’eredità psichica della famiglia alla ricerca di risposte, seguendo le tracce lasciate dagli antenati: invisibili, ma riconoscibili come schemi che si ripetono attraverso le generazioni. Un percorso alla ricerca di una comprensione e di un’accettazione del passato, capaci di gettare nuova luce sul presente e sul futuro.

Immagine di copertina: Daniele Cimaglia e Giuseppe Odore, Lago La Dote di Latera.

  • In collaborazione con: Photoworks