Questo sito utilizza cookies tecnici (necessari) e analitici.
Proseguendo nella navigazione accetti l'utilizzo dei cookies.

Gli Chef Mazzei e Randall parlano della cucina italiana a Londra

fotografia evento il pranzo della domenica 2026

Gli Chef Mazzei e Randall parlano della cucina italiana a Londra
La conversazione apre gli eventi della XI Settimana nel mondo

Una conversazione tra due dei più celebrity chef nel Regno unito sul “pranzo della domenica” ha aperto all’Istituto Italiano di cultura di Londra le manifestazioni per l’undicesima edizione della Settimana della Cucina italiana nel mondo. A un anno dal riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’umanità, Theo Randall e Francesco Mazzei, moderati da Gail Anderson, si sono confrontati sul successo del cibo italiano nel Regno Unito: raccontando tutta una serie di aneddoti che confermano la “love story” tra gli inglesi ed il cibo di casa nostra.

“Trent’anni fa qui a Londra c’era sostanzialmente soltanto la cucina francese. Oggi la cucina italiana ha un ruolo straordinario nel panorama culinario britannico. Perché il cibo italiano è davvero speciale”, racconta al direttore Francesco Bongarrà Theo Randall, un inglese da sempre innamorato della cucina italiana di cui è stato un ambasciatore nel Regno Unito. “Una cucina che non è solo una, ma tante quante sono le regioni d’Italia: tutte straordinarie, tutte varie e tutte diverse”, spiega l’autore del volume appena uscito “The Italian table”, un poderoso compendio di piatti regionali italiani, confessando alla fine la sua preferenza per la cucina veneta.

Un ragionamento pienamente condiviso da Francesco Mazzei, tra gli chef italiani più conosciuti a Londra dove è arrivato tanti anni fa dall’Italia inanellando successi a raffica, da ultimo con il suo ristorante Mezzogiorno che, spiega, “si chiama così non solo in relazione al pranzo ma anche al Sud d’Italia”. E Mazzei, che ha fatto conoscere ed apprezzare la nduja agli inglesi, lancia un appello: “Cucinare piatti semplici, che rispettino gli ingredienti italiani di qualità secondo le singole stagioni. Piatti che devono più essere buoni che apparire belli; se poi si presentano bene è anche meglio, ma la priorità è il sapore”.