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L’archistar Marco Piva, «AI? La vera creatività nasce dal cervello e dal cuore»

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L’intelligenza artificiale è “certamente utile” per accelerare e migliorare il lavoro di architetti e designer, ma “non si sostituisce alla creatività del cervello e del cuore”. Lo afferma Marco Piva, uno dei più conosciuti archistar italiani che vanta realizzazioni e progetti in ogni parte del mondo, intervenendo ad un incontro organizzato dall’Istituto Italiano di Cultura di Londra in collaborazione con LEMA. L’affollata conferenza, che si è tenuta nello showroom del noto brand a Chelsea, nel cuore del design district della capitale britannica, è il primo di una serie di appuntamenti “offsite” sul tema del design e, più in generale, della creatività italiana, organizzati dall’Istituto di Londra.

Introdotto dal direttore Francesco Bongarrà, Piva ha esplorato il suo percorso professionale, ha raccontato alcuni dei suoi progetti più significativi e il proprio approccio all’architettura e al design. La conversazione ha quindi affrontato il ruolo dell’Intelligenza Artificiale nel processo creativo, esplorando come le nuove tecnologie stiano influenzando il modo in cui architetti e designer concepiscono gli spazi del futuro.

“L’intelligenza artificiale è fantastica. La usiamo – ha spiegato l’architetto milanese – a conforto del nostro lavoro e, sulla base della nostra esperienza stiamo lavorando alla creazione di un nostro sistema di intelligenza artificiale. Ne stiamo cercando il nome. La AI uno strumento per investigare e studiare in modo veloce varie prospettive e possibilità, serve a capire se ci siano compatibilità o incompatibilità con l’ambiente circostante, per esempio, o per rilevare eventuali duplicazioni. Uno strumento, insomma, che magari ti fa scoprire in modo veloce degli errori che stai commettendo. Però – ammonisce Piva – non basta per creare. E dunque, non mi preoccupo per il nostro lavoro di designer e creatori di bello ed armonia. Alla fine, la vera creatività è quella che viene soltanto dal proprio cervello e dal proprio cuore”.