Mercoledì 25 febbraio, ore 18.30
Coltivare la Storia. Nasce a Pompei una cantina unica al mondo
Vino, Cultura e Patrimonio
Un incontro con Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei; Antonio Capaldo, Presidente e Amministratore Delegato Feudi di San Gregorio; Pierpaolo Sirch, Agronomo, Feudi di San Gregorio; Nic Palmarini, Direttore del National Innovation Centre for Ageing del Regno Unito
Un’azienda vitivinicola del Parco con ciclo produttivo completo, che si sta realizzando all’interno dell’area archeologica. Un nuovo capitolo per la viticoltura e la storia del patrimonio naturalistico del sito.
Grazie ad una forma speciale di Partenariato pubblico privato il Gruppo Tenute Capaldo, e in particolare le due cantine Feudi di San Gregorio e Basilisco, affianca il Parco nella gestione e valorizzazione storica dei vigneti all’interno del sito. Forte dell’esperienza acquisita negli ultimi anni su alcuni vigneti già esistenti si costruirà una vera a propria vigna “archeologica” con un’estensione vitata che nel tempo supererà i 6 ettari e con strutture di vinificazione e affinamento da realizzarsi nell’ambito del perimetro del Parco, finalizzate alla produzione di vino.
Come spiega Gabriel Zuchtriegel: “Il Parco archeologico fin dagli novanta si è occupato, attraverso gli studi di botanica condotti dal Laboratorio di ricerche applicate interno, di analizzare i vigneti dell’antica Pompei, per indagarne le caratteristiche storico scientifiche, le tecniche di viticoltura e dunque le abitudini alimentari. Da allora sono state attuate azioni di valorizzazione dei vigneti, quale modo per raccontare e far conoscere la città anticà sotto aspetti diversi. Oggi il Parco sta investendo in una più ampia forma di valorizzazione nonché di tutela del patrimonio naturale, del paesaggio e dell’ambiente che sono elementi integranti dell’area archeologica. L’azienda vitivinicola fa parte di un più ampio progetto di azienda archeo agricola che sta interessando anche altre attività, quali ad esempio la valorizzazione e coltivazione degli ulivi, i progetti di agricoltura sociale nell’ambito della “fattoria sociale e culturale”. E la strada vincente per raggiungere importanti risultati per tutto il territorio circostante è a nostro parere il coinvolgimento di privati con competenze specifiche, quali partner attivi dei progetti”
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