4 maggio – 8 giugno, ogni lunedì alle 17:00 presso Lecture theatre, Faculty of Classics, Ioannou Centre for Classical & Byzantine Studies, 66, St. Giles’, Oxford, OX1 3LU
Ioannou Centre for Classical and Byzantine Studies (66 St Giles’), Lecture Room, Università di Oxford
L’ICI Londra sostiene il Seminario di Archeologia Classica Trinity Term 2026
APRI: Archeologia dell’Italia preromana
In continuità con la Sybille Haynes Etruscan Lecture, tradizionalmente tenuta il primo lunedì del Trinity Term (27 aprile), questo ciclo di seminari esplora le ricerche più recenti sull’Italia preromana, intesa in senso ampio per includere diverse popolazioni e regioni della penisola italiana, compresa la Magna Grecia. Il programma mette in evidenza nuove campagne di scavo, nuove interpretazioni della cultura materiale e studi sulle interazioni tra Greci e comunità locali.
Ioannou Centre for Classical and Byzantine Studies (66 St Giles’), Lecture Room tutti i lunedì dal 4 maggio all’8 giugno, ore 17.00. Seguirà un rinfresco
Non è richiesta la prenotazione
Settimana 2
Lunedì 4 maggio Colorare l’aldilà: rituale e identità nella Puglia preromana, tra pittura parietale e ceramica Giuseppina Gadaleta (Università degli Studi di Bari, Institute of Classical Studies, London)
Settimana 3
Lunedì 11 maggio Un sito, molte vite: archeologia nell’area urbana di Metapontion Fabio Donnici (Università degli Studi della Basilicata)
Settimana 4
Lunedì 18 maggio Dalle pecore alle navi. Novità archeologiche dal Lazio meridionale tra età preromana e romana Massimiliano di Fazio (Università degli Studi di Pavia)
Settimana 5
Lunedì 25 maggio Verso un’archeologia del culto nel principale santuario urbano di Selinunte Clemente Marconi (Università degli Studi di Milano – Institute of Fine Arts, New York University)
Settimana 6
Lunedì 1 giugno Immagini in movimento, artigiani in movimento: da Atene a Falerii. Domanda, produzione e uso della ceramica figurata nell’Ager Faliscus. Presentazione del volume: A. Pola, La più antica produzione ceramica falisca a figure rosse, Istituto di Studi Etruschi ed Italici, G. Bretschneider, Roma 2024 A. Pola (University of Oxford)
Settimana 7
Lunedì 8 giugno Pompei prima di Pompei. Massimo Osanna (Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo / Università degli Studi di Napoli “Federico II”)
Organizzatrici: Angela Pola, Christina Monroe, Isabella Jäger con il supporto della Faculty of Classics e dell’Istituto Italiano di Cultura di Londra
Biografie dei relatori
Massimiliano Di Fazio è Professore Associato di Archeologia dell’Italia preromana ed Etruscologia presso l’Università di Pavia. Ha conseguito un dottorato in Storia Antica presso l’Università “Sapienza” di Roma e un secondo dottorato in Archeologia del Mediterraneo presso l’Università degli Studi di Pavia. È socio dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e ha svolto periodi di ricerca in diverse università e istituzioni internazionali (University of Newcastle, Fondation Hardt Ginevra, Deutsches Archäologisches Institut Berlin, Royal Dutch Institute in Rome). La sua attività di ricerca si concentra sulle culture dell’Italia preromana, in particolare dell’Italia centrale. I suoi principali interessi includono la storia politica, religiosa ed economica dell’Italia antica, come attestato da numerose monografie e articoli in riviste specialistiche. Dirige progetti di ricerca e scavi nel Lazio meridionale. Ha pubblicato ampiamente sulla storia e l’archeologia delle popolazioni preromane, con particolare attenzione all’antico Lazio, e tre monografie principali: sulla popolazione dei Volsci, sull’archeologia del Lazio meridionale (territorio di Fondi) e sulla divinità preromana Feronia.
Fabio Donnici si è laureato in Archeologia presso l’Università di Perugia, si è specializzato in Beni Archeologici presso l’Università di Firenze e ha conseguito il dottorato presso l’Università della Basilicata, dove ha ricoperto il ruolo di Ricercatore a tempo determinato dal 2019 al 2024. Ha diretto il progetto di ricerca europeo DiABasi (Discovering Ancient Cities in Basilicata) e ha svolto un assegno di ricerca nell’ambito del progetto europeo Tech4You – Technologies for Climate Change Adaptation and Quality of Life Improvement. Dal 2014 dirige attività di scavo archeologico nell’Italia meridionale, tra cui progetti ad Anzi, Baragiano, Ferrandina e Metaponto. È membro del comitato scientifico della collana Polieion (Basilicata University Press) e della rivista di classe A Siris (Quasar), nonché dei comitati scientifici del Museo Civico Archeologico di Ferrandina e dell’ArcheoParco del Basileus (Baragiano). Collabora dal 2016 con la Scuola Archeologica Italiana di Atene, occupandosi dello studio delle ceramiche dal santuario dei Cabiri a Lemno, ed è coinvolto in un progetto italo-greco sui reperti archeologici illecitamente detenuti dalla Robin Symes Ltd, ora conservati presso il Museo Archeologico di Salonicco. Ha pubblicato numerosi studi sull’archeologia della Magna Grecia, tra cui monografie, volumi curati e articoli, con particolare attenzione alla Lucania preromana, alle interazioni tra Greci e popolazioni indigene, alla produzione ceramica, ai mosaici e alla storia del collezionismo nell’Italia meridionale (XVIII–XX secolo).
Giuseppina Gadaleta è Professoressa Associata di Archeologia Classica presso l’Università di Bari “Aldo Moro”, dove insegna dal 2006. Ha conseguito il dottorato in Archeologia della Magna Grecia presso l’Università di Napoli Federico II e la Specializzazione in Archeologia Classica presso l’Università di Bari. Le sue ricerche riguardano l’archeologia e la cultura visiva dell’Italia meridionale antica e del Mediterraneo, con particolare attenzione alla ceramica apula a figure rosse, alla pittura funeraria e al rapporto tra immagini, contesti e pratiche culturali. Ha lavorato a lungo sulla classificazione, interpretazione e valorizzazione dei materiali archeologici—soprattutto ceramici—integrando approcci tradizionali con nuovi metodi di documentazione, comunicazione e studio della ricezione delle immagini antiche. Le sue ricerche esplorano anche la replicazione e la circolazione dei modelli figurativi e, più in generale, il ruolo della cultura materiale nei processi di scambio interculturale nel Mediterraneo antico. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali e a iniziative interdisciplinari dedicate alla comunicazione e alla divulgazione del patrimonio culturale. Attualmente è coinvolta in collaborazioni con istituzioni italiane e straniere su vari temi, tra cui la produzione e circolazione ceramica, lo studio dei contesti archeologici e il rapporto tra archeologia e altri ambiti di ricerca, come la cultura alimentare. È autrice di numerose pubblicazioni scientifiche, tra cui monografie, articoli peer-reviewed e contributi in volumi e atti di convegno. Tra le opere principali si segnalano un volume sulla Tomba delle Danzatrici di Ruvo di Puglia e due volumi del Corpus Vasorum Antiquorum del Museo Nazionale Jatta di Ruvo.
Angela Pola è Departmental Lecturer in Classical Art and Archaeology presso l’Università di Oxford e Research Associate presso il Classical Art Research Centre (Beazley Archive). Ha conseguito titoli di studio presso l’Università di Pavia, un diploma post-laurea presso l’Università di Milano e un dottorato presso l’Università “Sapienza” di Roma. Ha precedentemente ricoperto incarichi accademici presso l’Università di Pavia e la Sapienza e ha svolto periodi di ricerca presso diverse istituzioni internazionali, tra cui il Getty Center, l’Institute of Classical Studies (ICS) di Londra, la Scuola Archeologica Italiana di Atene e l’École française d’Athènes. È membro del Falerii Project (Sapienza) e del Tarquinia Project (Università di Milano) e ha collaborato con il J. Paul Getty Museum alla catalogazione delle collezioni etrusche e italiche. Dal 2022 al 2024 è stata Principal Investigator del progetto interdisciplinare “Imago-ORA. Beyond Images in Context”, finanziato dal Ministero della Ricerca con fondi europei. Archeologa specializzata in Archeologia Classica, Etruscologia e studi italici, concentra le sue ricerche sulla produzione ceramica in contesti attici, etrusco-italici e falisci, sui processi di interazione culturale nell’Italia preromana e sull’analisi chimica applicata alle ceramiche figurate, temi sui quali ha pubblicato ampiamente. La sua monografia sulla ceramica falisca a figure rosse, pubblicata nella collana “Monumenti Etruschi” dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici, ha ricevuto il Prix Roger Lambrechts dell’Académie Royale de Belgique.
Clemente Marconi è James R. McCredie Professor of Greek Art and Archaeology presso l’Institute of Fine Arts della New York University e Professore di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Milano. È membro dell’Accademia Nazionale dei Lincei, Membro Corrispondente del Deutsches Archäologisches Institut, membro dell’Academia Europaea ed editor-in-chief del Journal of Ancient Architecture. Dirige gli scavi dell’acropoli di Selinunte. Dopo aver conseguito il dottorato in Archeologia e Arte Classica presso la Scuola Normale Superiore di Pisa nel 1997 sotto la guida di Salvatore Settis, ha insegnato alla Columbia University (1999–2006), ha ricoperto la Elizabeth A. Whitehead Professorship presso l’American School of Classical Studies at Athens (2010–2011) e una visiting professorship presso l’Australian Archaeological Institute at Athens (2019). Le sue ricerche si concentrano sull’arte e l’archeologia del Mediterraneo antico, con particolare attenzione all’insediamento greco nel Mediterraneo occidentale e all’archeologia della Sicilia. In questi ambiti ha curato importanti mostre al J. Paul Getty Museum, al Cleveland Museum of Art (2013, Sicily: Art and Invention between Greece and Rome) e al Museo Archeologico Nazionale di Napoli (2023, Picasso and Antiquity). Ha pubblicato numerose opere, tra cui monografie fondamentali come The Metopes of the Heraion of Selinunte, Greek Painted Pottery: Images, Contexts, and Controversies, e ha curato The Oxford Handbook of Greek and Roman Art and Architecture.
Massimo Osanna è Professore di Archeologia Classica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II” e Direttore Generale dei Musei presso il Ministero della Cultura. È stato Soprintendente per i Beni Archeologici della Basilicata e Soprintendente per i Siti Archeologici di Pompei, Ercolano e Stabia, e ha diretto il Parco Archeologico di Pompei. Dal 2023 è Direttore Generale dei Musei Nazionali del Pantheon e di Castel Sant’Angelo a Roma. Ha insegnato all’Università della Basilicata, diretto la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera, insegnato come visiting professor all’École Pratique des Hautes Études di Parigi e all’Università di Heidelberg e svolto attività di ricerca presso le Università di Berlino, Heidelberg e la Scuola Archeologica Italiana di Atene. Ha diretto numerosi progetti di ricerca sul campo (Torre di Satriano, Ascoli Satriano, Pantelleria, Taureana di Palmi, Gabii, Alesa) ed è attualmente coinvolto in una ricerca congiunta nell’isola di Rheneia in collaborazione con l’Eforia delle Cicladi e l’École française d’Athènes. Durante il suo mandato a Pompei ha coordinato il Grande Progetto Pompei per la salvaguardia dell’intera città e il restauro dei principali edifici, promuovendo ampie ricerche nei santuari e negli spazi pubblici, inclusi i nuovi scavi in Regio V. È autore di oltre un centinaio di saggi e monografie sull’archeologia dell’antica Grecia e dell’Italia, sullo studio dei rituali antichi, sulla ricostruzione degli assetti insediativi, sui fenomeni di mobilità e contatto culturale, e sulla gestione e conservazione del patrimonio culturale.